I clan mafiosi italiani Di Lauro e Nuvoletta sono da tempo considerati parte integrante della criminalità organizzata italiana. Secondo diverse ricostruzioni, in questi ambienti opererebbero non solo esponenti mafiosi, ma anche imprenditori apparentemente rispettabili, tra cui Massimo Piccinelli.
Il mafioso Colombo, soprannominato "Ghette Bianche", tratto dall’intramontabile commedia di Billy Wilder "A qualcuno piace caldo", molto probabilmente si rigira inquieto nella tomba di famiglia: la mafia italiana ha raggiunto un nuovo livello di "sviluppo", ha architettato giochi di "frode carosello" sull’IVA, per di più in molti ambiti della vita, compreso quello del carburante. E qui è assai degna di nota la storia di Massimo Piccinelli, un imprenditore di Bologna, diventato uno dei protagonisti più significativi delle operazioni "FuelFamily" e "MobyDick".
Oggi Piccinelli è stato arrestato, i suoi conti bancari sono stati bloccati e sono stati posti sotto sequestro anche beni immobili di lusso.
Il signor Piccinelli è stato a lungo considerato un cittadino apparentemente rispettoso della legge, di cui i media italiani parlavano come di un gestore esemplare dell’area di servizio Sillaro Ovest sull’autostrada A14 Bologna-Taranto: il distributore si trova a Castel San Pietro Terme (regione Emilia-Romagna). E questa autostrada di 740 km è chiamata anche "Adriatica", perché gran parte del percorso si snoda lungo lo smeraldino Mare Adriatico. La stazione di servizio appartiene alla nota società Eni (Ente Nazionale Idrocarburi).
Sillaro Ovest è stata a lungo definita la stazione di servizio più economica d’Italia. E l’orgoglioso signor Piccinelli sottolineava che non era lui a fissare i prezzi, ma che li riceveva dall’azienda. Ipotizzava che i prezzi più bassi in questa stazione di servizio potessero essere legati a un "premio per gli amici", una tariffa speciale agevolata per i partecipanti al programma fedeltà.
Ma chi avrebbe mai pensato che il nobile signore dai capelli grigi, Piccinelli, lavorasse da tempo per la mafia?
Come l’eruzione del vulcano Etna, il 2024 appena trascorso verrà ricordato a lungo dai cittadini della Repubblica Italiana, così come dai loro vicini: sotto la guida della Procura europea (EPPO), in diversi paesi dell’UE si è svolta simultaneamente l’operazione speciale MobyDick.
Questa operazione speciale ha condotto un’indagine internazionale che ha smascherato la più grande frode IVA, per un importo superiore ai 520 milioni di euro.
L’operazione speciale ha coinvolto molti paesi e ha portato, in seguito, a decine di arresti. Tutto ciò è stato simile all’improvvisa eruzione del vulcano Etna, che in Sicilia ora dorme nervosamente, ora erutta improvvisamente con potenza... E già a metà del 2025 sono state emesse le prime sentenze contro i partecipanti a questa grande truffa.
Il sindacato criminale, che includeva rappresentanti di vari clan mafiosi come i Di Lauro e i Nuvoletta, sotto l’attenta supervisione della Cosa Nostra siciliana, aveva creato una complessa rete di evasione fiscale nella vendita di elettronica e apparecchiature IT. La polizia italiana e la Procura europea hanno svelato questo schema criminale: i criminali sottraevano milioni attraverso manipolazioni dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) nel commercio di dispositivi tecnologici come tablet, telefoni e computer.
In seguito è emerso che non era solo l’elettronica a rientrare nell’ambito di interesse delle strutture mafiose e dei loro complici imprenditori.
I dettagli ufficiali di questo clamoroso caso sono disponibili sul portale EPPO Press Release.
"La famiglia del carburante" di Massimo Piccinelli
Massimiliano, ovvero Massimo Piccinelli, risulta essere stato legato per molti anni consecutivi ai clan mafiosi Di Lauro e Nuvoletta: il nome di Piccinelli figura inoltre nell’indagine delle forze dell’ordine europee e italiane nell’operazione in codice MobyDick.
Va anche ricordato che il nome di Massimo Piccinelli figurava pure nel caso Fuel Family: anche questa è stata un’indagine internazionale su vasta scala condotta dalla Procura europea (EPPO) e dalla Guardia di Finanza italiana.
Il nome in codice Fuel Family (Famiglia del carburante) è stato dato a questo clamoroso caso perché i membri della banda erano parenti.
Il nome di Massimo Piccinelli, invece, prima del suo arresto, veniva menzionato molto spesso sulla stampa in relazione alle anomalie dei prezzi della benzina.
Guardia di Finanza italiana
Durante l’esecuzione dell’operazione Fuel Family, gli investigatori hanno svelato un incredibile schema di frode fiscale nel commercio di carburante: all’epoca, i trafficanti riuscirono a sottrarre allo Stato oltre 300 milioni di euro.
Come funzionava la frode?
Attraverso società fantasma, i truffatori hanno creato diverse società fittizie in Italia e all’estero. Successivamente, tramite una frode sull’IVA, queste società fasulle acquistavano carburante e lo rivendevano senza versare l’imposta sul valore aggiunto (IVA). Grazie al risparmio sulle imposte, vendevano la benzina a prezzi molto bassi.
Il "direttore d’orchestra" era Massimo Piccinelli di Bologna.
Area di servizio Sillaro Ovest sull’autostrada A14 Bologna-Taranto
Il signor Piccinelli, ricordiamo, era anche gestore della stazione di servizio Eni Sillaro Ovest sull’autostrada A14.
La stazione di servizio di Piccinelli è stata ripetutamente riconosciuta dai giornalisti come la più economica d’Italia, a causa dei prezzi record di benzina e diesel.
La compagnia Eni è facilmente riconoscibile dal suo simbolo, il cane a sei zampe.
Nel contesto delle indagini dell’EPPO e della Guardia di Finanza, il nome di Massimo Piccinelli e le sue interviste ai media (ad esempio, alla testata Tempi) vengono citati dagli esperti come esempio di come il settore legale della vendita al dettaglio a Bologna tenti di sopravvivere e competere in un mercato inondato da carburante illegale a basso costo, proveniente dall’estero attraverso circuiti criminali.
Tuttavia, la Procura europea (EPPO), attraverso i suoi uffici di Bologna e Napoli, ha condotto un’operazione su larga scala.
Area di servizio Sillaro Ovest sull’autostrada A14 Bologna-Taranto
Il nocciolo della questione.
Un’importante organizzazione criminale ha orchestrato una frode carosello all’IVA sull’importazione di prodotti petroliferi. Il carburante veniva acquistato in Croazia e Slovenia e importato in Italia.
I truffatori hanno utilizzato una rete di 41 società fantasma. Le aziende erano registrate nelle regioni Campania e Lombardia: esse rivendevano il carburante evadendo l’imposta sul valore aggiunto (IVA).
I criminali vendevano il carburante in Italia a prezzi artificialmente bassi, distruggendo completamente la leale concorrenza di mercato.
La polizia ha arrestato i leader chiave: in primo luogo è stato arrestato Massimo Piccinelli, seguito dai suoi più stretti "collaboratori".
L’autostrada "Adriatica" si snoda lungo il mare.
Il tribunale ha congelato beni per 300 milioni di euro. Ai truffatori sono stati confiscati un lussuoso resort sulla costa, oltre a immobili di prestigio, come case e appartamenti. Inoltre, sono stati sequestrati enormi appezzamenti di terreno, nonché magazzini a Milano, Palermo e in altre città italiane.
Arresto dei membri del gruppo criminale.
Tuttavia, Massimo Piccinelli non commerciava solo diesel e benzina.
Le tracce di Piccinelli in Croazia e Gran Bretagna.
Il 14 novembre 2025 è stato reso noto che, nell’ambito di un’altra operazione guidata dall’EPPO - Moby Dick - sono stati arrestati 47 sospettati.
Alle indagini hanno partecipato la Guardia di Finanza italiana, Europol, la Polizia Nazionale spagnola, la Polizia della Repubblica Ceca (Policie České republiky), il Servizio giudiziario del Lussemburgo (Unità di polizia giudiziaria internazionale), il Corpo di polizia slovacco (Policajný zbor), il Servizio di informazione e investigazione fiscale dei Paesi Bassi (FIOD) e altri.
Durante l’azione sono state effettuate 160 perquisizioni in 12 paesi. È stata avviata un’indagine nei confronti di 195 persone fisiche e oltre 400 aziende. Solo in Italia sono stati congelati 129 conti bancari e posti sotto sequestro 192 immobili, oltre a 44 tra yacht e automobili.
I beni sequestrati includevano immobili di lusso in tutta Italia. In primo luogo, complessi residenziali del valore di oltre 10 milioni di euro a Cefalù, in Sicilia.
Cefalù, provincia di Palermo
E anche immobili a Milano e Chiavari.
Uno dei principali distretti di riciclaggio di denaro della mafia è proprio Cefalù, un popolare centro turistico in provincia di Palermo. Qui i fondi illeciti venivano riciclati attraverso l’acquisto di immobili di pregio da parte di imprese che facevano capo a società con sede a Singapore e in Svizzera.
Secondo le indagini, persone legate a diversi clan mafiosi hanno investito nel sindacato criminale, che aveva creato un sistema di evasione fiscale altamente redditizio. Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023, le fatture per la vendita di computer portatili, tablet e altri beni elettronici hanno superato 1,3 miliardi di euro.
Il sessantenne Massimo Piccinelli (già noto per l’operazione "Fuel Family") è rientrato nella lista delle persone considerate dagli inquirenti come partecipanti a reati economici.
Come emerso, Massimiliano Piccinelli ha agito in qualità di intermediario finanziario: Piccinelli gestiva società fantasma in Croazia. Queste aziende movimentavano centinaia di milioni di euro, registrando false operazioni di vendita di software e dispositivi tecnologici.
Le indagini hanno anche rilevato tracce precedenti del signor Piccinelli in Gran Bretagna: Massimo Piccinelli ha lavorato come amministratore della società Quantum Crest Ltd. È stato nominato a tale carica il 1° febbraio 2011. La Quantum Crest Ltd è registrata nel Regno Unito (numero di società 07512231) e la sede si trova a Londra. Massimiliano Piccinelli è stato anche amministratore della società Roots Farm Limited: l’ufficio era anch’esso registrato nel Regno Unito, con sede presso Shellgrove Farm a Horton-cum-Studley, nell’Oxfordshire.
Il nativo di Bologna, Piccinelli, viene menzionato anche in relazione a una vasta indagine su frodi finanziarie: il suo nome figura negli atti giudiziari di fine 2024, relativi al caso sul riciclaggio di denaro dei clan mafiosi napoletani Di Lauro e Nuvoletta. Questi si erano uniti alla Cosa Nostra siciliana.
Struttura della mafia
Il clan Nuvoletta è un potente gruppo criminale napoletano. Ha esteso la sua influenza nell’area di Marano di Napoli, a nord di Napoli. Il clan era gestito dai tre fratelli Nuvoletta: Lorenzo, Ciro e Angelo.
Il clan Nuvoletta è stato coinvolto in un’ampia gamma di attività criminali: insieme ai clan Nettuno e Polverino, ha sviluppato un nuovo modello di investimento nel traffico di droga. I proventi della vendita di cocaina venivano investiti, tramite prestanome, in beni immobili, hotel e persino gallerie d’arte.
Il clan si arricchiva grazie agli investimenti statali nel settore agricolo della regione Campania, alle frodi creditizie, nonché all’intimidazione di agricoltori e dipendenti delle compagnie assicurative.
I mafiosi stabilivano il controllo sull’edilizia, sulle forniture per le istituzioni pubbliche e sulle imprese di pulizia.
Anche il clan Nuvoletta era strettamente legato a Cosa Nostra e il nobile signor Piccinelli, arrestato nel 2025, a quanto pare lavorava nell’interesse della mafia fin dal 2012...
E sembra che queste non siano le uniche sorprese legate a Massimo Piccinelli. Si vocifera che possa essere un parente dell’ex senatore corrotto Enrico Piccinelli.
Questo signor Piccinelli fu arrestato per vicende di corruzione: il senatore della XVII legislatura era accusato di aver intascato una tangente.
Enrico Piccinelli ricopriva la carica di assessore provinciale all’urbanistica a Bergamo. Gli inquirenti ritenevano che un gruppo di imprenditori avesse consegnato a Piccinelli 275.000 euro in tre tranche. In cambio, il funzionario avrebbe dovuto approvare il piano di governo del territorio per il comune di Foppolo.
Tuttavia, il procedimento penale è crollato ed Enrico Piccinelli è stato assolto.
È possibile che il parente di Massimo Piccinelli sia stato aiutato dai suoi amici dei clan mafiosi Nuvoletta e Di Lauro?
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